sabato, 21 novembre 2009

No, i propositi, no.

Lo incise nel molle schermo lcd laDurlindana
egli impose lo stemma: brevitate sententia, avventure di ogni giorno, disegnucolo e photografo.

            No, guardate, ho bisogno di aiuto perché da sola non riesco a uscirne.

            Dovete far questo: la prossima volta che mi sentite/leggete far un proposito, di qualsiasi natura o genere, prendetemi a forti calci nel coccige.

            Fatelo per almeno cinque minuti; poi mi sollevate, mi rassettate un po’ (è possibile che dopo cinque minuti di pedate sia un po’ spossata), e mi chiedete cortesi, da non spaventarmi: «Che volevi fare tu?»

«Ma… ecco, non mi sembrava così grave…»

«CHE VOLEVI FARE TU?»

«Niente.»

«Ecco, brava. Ora pussa via a studiare.»

            Nel caso non recepisca subito la lezione, ripetete l’intervento con regolarità.

 


[Io che mangio goleador, col mio nuovo taglio di capelli]


[Il mio polso e un mozzicone di gomma]


[?]

 

            Comunque sia oggi sono capitata in una manifestazione femminista, con tanto di bandiere rosa e slogan senza parolacce.

            A un certo punto è partita la colonna sonora di partito: lì ho capito che non riusciremo mai a conquistare la parità socio-sessuale: le donne non sono buon cantautrici.

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mercoledì, 18 novembre 2009

Dicesi fidanzamento

Lo incise nel molle schermo lcd laDurlindana
egli impose lo stemma: unicatt, brevitate sententia.

            Mi sono data oggi a speculazioni sociologiche riguardo il fidanzamento; a dir la verità, mi ci do da quando la Luisa s’è fidanzata, segnando così un’ascesa della curva della felicità nel grafico della vita (te lo giuro, Lu, questa metafora ha fatto più male a me che alla trigonometria) e di quello delle entrate della Frenitalia. Ancora auguri a lei e consorte.

            Comunque sia, speculavo sull’Ammoore (nell’accezione di meditavo, non di traevo profitto, altrimenti mi chiamerei S.ra Perugina, no?) questa mattina durante la lezione di Filologia Romanza, materia che ben si presta a proposito data la tradizione di fin amor provenzale che mi dovrò sciroppare il prossimo semestre, e sono giunta a ovvie conclusioni: chi è fidanzato sta meglio di chi non lo è.

            È inutile fare della contro politica da cabaret sui fidanzamenti. L’assioma sopracitato è un dato di fatto, come la gravità e il Santo Graal ogni due puntate su Voyager: non si scappa.

 

            Detto questo per informarvi che domani, vogliate o non vogliate, mi vado a tagliare i capelli. Oh!

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sabato, 14 novembre 2009

Dance with me

Lo incise nel molle schermo lcd laDurlindana
egli impose lo stemma: avventure di ogni giorno.

            Sono andata ieri all’Art, una discoteca omosessuale a Desenzano.

            Il locale era un po’ bruttino, ma la musica non era male (dio benedica l’ambiguità dei ’70: ha fatto tanti danni nella generazione dell’epoca, ma, raffinata nella dance, ha permesso a quelle venture di ingentilirsi un po’). L’utenza era composta da un canonico quantitativo di gay sbraccianti e una stragrande maggioranza di amiche ancora più gay e sbraccianti - perché, signori travestiti ed effeminati vari, rassegnatevi: non c’è nulla di più entusiasticamente femminile di una donna che è finalmente riuscita ad entrare nella minigonna: queste cose le so io, come le sanno i marpioni, i quali neanche ieri sera si sono fatti scrupoli di entrare in una gay-disco ad attentare il sesso debole, mentre questo dimenava le natiche vicino a un palo.

            Comunque sia, eravamo lì a ballare - si, ho ballato anch’io - tra la ressa, tanta ressa, e io, non avendo nessuno a cui rivolgere la mia attenzione, mi sono messa a osservarmi attorno. Ho compreso alcune cose:

            Comunque, ecco qualche foto della serata:

 

 13 novembre

Io prima della discoteca

 

13 novembre

Io durante la discoteca:
notate il cavaliere che ho abbordato e la gelosa giraffa gay


 

13 novembre

Io dopo la discoteca

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giovedì, 12 novembre 2009

Odio l'università

Lo incise nel molle schermo lcd laDurlindana
egli impose lo stemma: unicatt.

            Cioè, Carlo, insegnate di Letteratura II, e i suoi amici li prenderei a craniate come ci ha ben insegnato a noi italiani Zidanine Zidane.

 

            Un corso annuale è costituito da un semestre istituzionale e uno monografico, no?

            Lui, invece, si gode il suo monografico durante tutto l’anno, dove può sentirsi parlare tutto il dì, mentre noi prendiamo effettivamente appunti utili per massimo tre righe; però, nel frattempo che l'onniscientissimo Carlo sciorina le sue noiose digressioni, per riprendere ciò che non fa riguardo al programma istituzionale, noi dobbiamo seguire due diversi seminari di due diversi assistenti che propongono contemporaneamente due diversi secoli di letteratura. Pazzesco.

            Inoltre, per sostenere il primo colloquio, bisognerà leggere una decina di libri e più tra cui, interi, la Gerusalemme Liberata, l’Orlando Furioso, Il Principe, Dei delitti e delle pene.

 

            Quando ieri, in un attimo di solitudine e pc, ho compreso di colpo la situazione in cui mi trovavo (Carlo non si degna di informarci di un cacchio), il mio commento spassionato iniziale ha creato una spaccatura nel suolo da cui è uscito lo stesso Dante, solidale, a unirsi alla sequela di bestemmie. Abbiamo progettato di attirarlo in un corridoio buio con un edizione di Mimesis inesistente e accopparlo.

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martedì, 10 novembre 2009

Leggi fisiche

Lo incise nel molle schermo lcd laDurlindana
egli impose lo stemma: comunicazioni di servizio, avventure di ogni giorno.

            In famiglia il numero dei degenti per febbre arriva a tre su quattro. Sopravvivo solo io e, dato che passo le mie giornate quasi interamente in facoltà, ci sono speranze riguardo la mia salvezza.

            Ma ipotizzando che non riescami a salvare, don’t preoccupation (si, ho usato preoccupation!): is usual: rientra tutto in un piano escatologico secondo il quale all’enunciazione “Venerdì si va in discoteca” si crea una uguale e contraria spinta dei germi verso di me.

 

            A parte gli scherzi, lo spin-off di Perdiana Jones mi ha fatto venire nostalgia di Don Erminio.
Quindi, se dovete stroncarmi, fatelo ora.

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